L'Aglianico è il vitigno della Campania per eccellenza, anzi, secondo molti enologi, il vitigno rosso più importante dell'Italia meridionale insieme al Nerello Mascalese e al Primitivo. Secondo un'ipotesi, il suo nome viene dal greco Hellenikos, e furono i Greci a portarlo in Campania tra il VII e il VI secolo a.C. Nel Cilento, dove i Focei fondarono Elea (oggi Velia) intorno al 535 a.C., l'Aglianico affonda radici profonde. La DOC Cilento riconosce questa specificità: le uve coltivate in questo territorio danno un vino diverso dall'Aglianico del Vulture (Basilicata) o dall'Aglianico del Taburno (Beneventano). Più austero, più salino, più legato alla sua origine costiera.
Cos'è l'Aglianico del Cilento DOC?
Il Cilento DOC è la denominazione di origine controllata che tutela i vini prodotti nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e nei comuni limitrofi, in provincia di Salerno. La denominazione prevede tipologie bianche (a base Fiano), rosate e rosse (a base Aglianico). L'Aglianico del Cilento DOC deve contenere almeno l'85% di uve Aglianico; la percentuale restante può essere coperta da altre varietà a bacca rossa autorizzate nel territorio.
I vigneti dell'Aglianico del Cilento si trovano su suoli argillosi e calcarei tipici del territorio cilentano. Il disciplinare li ammette fino a 450 metri di altitudine (550 metri solo nel comune di Moio della Civitella). L'influenza del mare Tirreno e del vento che risale le valli mitiga le temperature estive, garantendo una maturazione lenta e omogenea delle uve che si traduce in acidità naturale elevata e tannicità equilibrata nel vino finito.
Qual è la storia dell'Aglianico in Campania?
L'Aglianico è uno dei vitigni più antichi d'Italia. La sua presenza in Campania è documentata fin dall'antichità classica: Plinio il Vecchio e Virgilio citano vini della Campania meridionale che per molti ampelografi corrispondono all'Aglianico.
Dopo secoli di oblìo commerciale, durante i quali l'Aglianico del Cilento è sopravvissuto come vino contadino a consumo locale, la zona ha vissuto una rinascita negli anni Novanta e Duemila, guidata da produttori come Luigi Maffini di Castellabate, che dal 1996 imbottiglia i suoi vini con un approccio contemporaneo che ha messo il Cilento sulla mappa enologica italiana.

Quali sono le caratteristiche dell'Aglianico del Cilento?
L'Aglianico del Cilento si distingue dall'Aglianico del Vulture (Basilicata) per alcuni tratti specifici. È generalmente più fresco e salino: la vicinanza al mare e l'escursione termica tra giorno e notte preservano acidità e mineralità anche nelle annate calde. È tendenzialmente meno potente e tannico dell'Aglianico del Vulture, ma altrettanto longevo: le migliori bottiglie reggono dai 10 ai 20 anni in cantina.
Al naso i profumi dominanti sono frutti rossi scuri (amarena, mora, mirtillo), note speziate (pepe, liquirizia, chiodi di garofano) e, con l'invecchiamento, sentori di cuoio, tabacco e frutta secca. Al palato l'acidità vivace bilancia i tannini e garantisce una beva scorrevole nonostante la struttura. Il finale è lungo e sapido, con un ritorno di frutta che è la firma dell'Aglianico in zone con forte influenza marina.
Chi fa l'Aglianico del Cilento migliore?
Luigi Maffini di Castellabate è il riferimento della zona. Il suo Kleos Aglianico nasce da due vigneti, uno vicino al mare a Castellabate, uno in collina a Giungano, che esprimono due anime diverse dello stesso vitigno: salino e verticale il primo, più scuro e speziato il secondo. Il risultato è un vino complesso, da agricoltura biologica e affinato in barrique di rovere, che può evolvere fino a vent'anni. In etichetta il Kleos è un Paestum IGP.
Alfonso Rotolo lavora a Rutino, nell'entroterra cilentano, dove la sua famiglia ha piantato la prima vigna nel 1938. Il suo Le Ghiandaie, un Aglianico Paestum IGP, ha un carattere più immediato rispetto al Kleos: frutti rossi netti, spezie vivaci, tannini gioviali. È il vino da aprire subito, senza aspettare anni. Rotolo produce anche Fiano, e la combinazione di Aglianico e Fiano nella selezione Modus copre i due vitigni simbolo del Cilento.

Quali piatti si abbinano all'Aglianico del Cilento?
L'Aglianico del Cilento è un vino strutturato con acidità vivace: chiede piatti con una certa grassezza o sapidità per essere al suo meglio. Gli abbinamenti classici della cucina cilentana includono la soppressata di Gioi (abbinamento perfetto: il grasso del salume bilancia i tannini), la pizza con impasto di grani antichi (l'umami del cornicione tostato e la sapidità dei condimenti reggono bene l'acidità del vino), i secondi di carne rossa e i formaggi stagionati come il caciocavallo podolico.
Con il Kleos Aglianico di Maffini in particolare, gli anni sulle spalle aprono abbinamenti interessanti con funghi porcini, tartufo nero, ragù di cinghiale e piatti di media complessità. È un vino che evolve e che con il tempo diventa più elegante senza perdere il carattere cilentano.
I vini cilentani di Modus
Modus seleziona sei etichette da tre cantine cilentane: Maffini, Rotolo e Cobellis. Maffini e Rotolo lavorano l'Aglianico e il Fiano, i due vitigni autoctoni simbolo del territorio; Cobellis porta un Greco (Thumos) e un rosso da uvaggio (Piscriddi). La selezione copre diversi stili, dal Le Ghiandaie di Rotolo, immediato e beverino, al Kleos Aglianico di Maffini, da cantina o da aprire subito su una pizza importante.
I vini Modus si trovano nelle gastronomie a Corso Italia e Via Pirelli. Presto arriveranno anche a casa tua. Per una serata cilentana completa con un bianco e un rosso, Kratos e Kleos di Maffini sono la coppia più coerente della selezione Modus.
Domande frequenti
L'Aglianico del Cilento è diverso dall'Aglianico del Vulture?
Sì. L'Aglianico del Vulture (Basilicata) è prodotto su suoli vulcanici a quote più elevate: tende ad essere più potente, più tannico e più strutturato, con una longevità che può arrivare a 30+ anni. L'Aglianico del Cilento è prodotto su suoli argillosi e calcarei vicino alla costa: più fresco, più salino, più immediato pur mantenendo una struttura importante.
Quanto si invecchia un Aglianico del Cilento?
Dipende dal produttore e dall'annata. Il Kleos di Maffini può evolvere fino a vent'anni. Il Le Ghiandaie di Rotolo è pensato per essere bevuto entro 5 anni dall'annata. Per orientarsi, verificare sempre le note di produzione sull'etichetta.
Serve decantare l'Aglianico del Cilento?
Per le bottiglie giovani (tra 1 e 3 anni), una decantazione tra 30 e 60 minuti ammorbidisce i tannini e apre i profumi. Per le bottiglie più vecchie, la decantazione va valutata caso per caso: vini con molti anni sulle spalle possono essere delicati e non reggere una decantazione lunga.
Dove posso trovare l'Aglianico del Cilento a Milano?
Nelle gastronomie Modus a Corso Italia e Via Pirelli. La selezione Modus include etichette di Maffini, Rotolo e Cobellis.
